Umberto Curi
Il 2 aprile 2025, presso l'Auditorium Sant'Agostino, si è svolto l'ottavo appuntamento dell'11° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall'Associazione culturale filosofica «Stregati da Sophia».
L'incontro ha visto le lectio magistralis di due relatori: il prof. Umberto Curi e il prof. Paolo Amodio, che hanno affrontato temi legati al rapporto tra conoscenza, sofferenza e violenza.
Il prof. Umberto Curi ha sviluppato il tema «Conoscenza e sofferenza», evidenziando come nella cultura greca arcaica e classica esistesse un forte legame tra sapere e dolore, già presente nelle opere di Erodoto e poi approfondito nelle tragedie del V secolo a.C. e in alcuni dialoghi di Platone. Questo tema è stato successivamente ripreso anche da Martin Heidegger nel Novecento. Curi ha inoltre illustrato la continuità di questa riflessione nei suoi studi, dedicati al rapporto tra filosofia, dolore, linguaggio, verità e anche cinema, come dimostrano le sue numerose pubblicazioni.
Il prof. Paolo Amodio ha invece trattato il tema «Conoscenza e violenza. L'imperialismo dell'io», richiamandosi al pensiero di Emmanuel Lévinas. Ha spiegato come, nella tradizione filosofica occidentale, l'«io» tenda spesso a ridurre l'alterità a una propria proiezione, esercitando una forma di dominio conoscitivo sul mondo. Questa dinamica, secondo la prospettiva levinasiana, rappresenta una forma di violenza teorica che attraversa molta parte della filosofia da Platone a Hegel, fondata sull'idea di totalità che rischia di cancellare la specificità dell'altro.
L'evento ha offerto così un confronto articolato su due diverse declinazioni del rapporto tra conoscenza e dimensione etica ed esistenziale.
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