Stefano Zecchi
Biografia
Ha studiato al Liceo Classico “Marco Polo” di Venezia e poi all’Università degli Studi di Milano, dove si è laureato in filosofia con votazione 110/110 e lode, discutendo una tesi sulla fenomenologia di Edmund Husserl (relatore Enzo Paci), e ai problemi della fenomenologia ha dedicato i suoi primi studi filosofici. Dopo la laurea ha insegnato per qualche anno nelle scuole di Milano e provincia. Nel 1979 è diventato professore ordinario, ottenendo la cattedra di Filosofia Teoretica presso l’Università degli Studi di Padova, in cui era stato assistente e docente incaricato dal 1972. Dal 1984[2] al 2013[3] è stato professore ordinario di estetica presso l’Università degli Studi di Milano. È tra i maggiori studiosi italiani di estetica, avendo curato con Elio Franzini un’importante antologia dedicata alla storia dell’estetica.
Ha insegnato in diverse università straniere: tra esse l’Università Tagore di Calcutta, in India. È stato inoltre Presidente del Corso di Laurea in Filosofia dell’Università degli Studi di Milano, consigliere d’amministrazione del Piccolo Teatro di Milano, presidente dell’Accademia di belle arti di Brera sempre a Milano, membro del consiglio dell’Irer (Istituto per la programmazione scientifica e culturale della Regione Lombardia), rappresentante del Ministero della Pubblica Istruzione presso l’UNESCO per la tutela dei Beni immateriali, consigliere d’amministrazione del MAXXI (Museo dell’arte del XXI secolo), consigliere d’amministrazione della Fondazione La Verdi di Milano, consigliere d’amministrazione del Teatro Parenti di Milano, Consigliere d’amministrazione del FEC (Fondo per gli Edifici di Culto) e Presidente del Consiglio d’amministrazione del MUSE (Museo delle Scienze di Trento)[4]
Ha curato la traduzione dal tedesco all’italiano di Thomas Müntzer|Thomas Münzer, teologo della rivoluzione di Ernst Bloch (Feltrinelli, Milano 1980) e degli Scritti sull’arte e sulla letteratura di Goethe (Bollati Boringhieri, Torino, 1992). Ha diretto l’annuario Estetica per la Società editrice il Mulino e la rivista Filosofia dell’arte per le edizioni Mimesis.
Attualmente in carica in qualità di Membro del Consiglio Superiore della Società Dante Alighieri; Presidente della “Fondazione Accademia Internazionale di Scienza della Bellezza”; Consigliere d’Amministrazione della Fondazione La Triennale di Milano. Fa parte del Comitato scientifico e di direzione della Fondazione Italia USA[5].
È stato Assessore alla Cultura nel Comune di Milano, durante il secondo quinquennio del Sindaco Gabriele Albertini.
Il 12 febbraio 2020 annuncia la sua candidatura a sindaco di Venezia con il Partito dei Veneti; si ferma al 3,52% ma viene eletto consigliere comunale di opposizione a Venezia.
Nel 2023 riceve le deleghe alla cultura dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro come consigliere delegato alla “Città di Venezia, cultura: progetto futuro”, passando dall’opposizione a consigliere di maggioranza[6][7].
Svolge da oltre trent’anni una regolare attività di editorialista in quotidiani e settimanali e partecipa di frequente a trasmissioni televisive; lo si vedeva spesso al Maurizio Costanzo show ed è ospite di trasmissioni radiofoniche in qualità di opinionista.
Fonte: Sfefano Zecchi – Wikipedia

