Antonio Ricci

Antonio Ricci nasce il 26 giugno del 1950 ad Albenga, in Liguria. Laureatosi in Storia dell’Arte con una tesi riguardante la difesa dei beni culturali, presta servizio di leva nel 1975 presso l’Aeronautica Militare.

 

Quindi, sposatosi con Silvia Arnaud, si avvicina alla scrittura comica: a soli ventinove anni è tra gli autori di “Fantastico”, il programma del sabato sera di Raiuno in cui collabora con Beppe Grillo. Sempre con il comico genovese, scrive e realizza nel 1980 “Te la do io l’America”, e nel 1984 “Te lo do io il Brasile”: in queste trasmissioni Grillo, a metà tra il turista e il divulgatore comico, presenta usi e costumi dei Paesi che attraversa, provando a smontare i luoghi comuni che lo riguardano. Dopo aver scritto la sceneggiatura del film di Luigi Comencini “Cercasi Gesù”, con protagonista lo stesso Grillo, a partire dal 1983 Antonio Ricci entra nello staff di “Drive-In”: il programma comico di Italia 1 va in scena in una location dagli echi americani, tra il parcheggio, il bar, la cassa e il guardaroba di un finto drive-in. La trasmissione ottiene un successo crescente: priva di matrici teatrali ma lontana dal varietà classico, si avvicina alla sit-com anche in virtù delle risate finte ed esagerate del pubblico. Nel 1987 l’autore ligure, che con “Drive-In” ha conquistato ben quattro Telegatti per la migliore trasmissione di varietà, contribuisce alla realizzazione della campagna pubblicitaria dello yogurt Yomo (a sua volta vincitrice di un Telegatto), e crea “Lupo solitario”, elogiato addirittura da Umberto Eco come “varietà del futuro”: l’idea del programma è quella di una emittente televisiva la cui base è su un dirigibile pirata che trasmette immagini rubate in varie parti del mondo. Ritenuto un cult, sia per la presenza di ospiti come Gregory Corso e Roland Topor, sia per l’originalità della scrittura, “Lupo solitario” pone le basi per “Matrjoska”, in onda nel 1988. Il format pensato da Antonio Ricci è quello di un contenitore che a sua volta comprende altri contenitori, proprio a mo’ di matrjoska: poesie del Novecento si mescolano a cori eseguiti da Giovani Socialisti ed esponenti di Comunione Liberazione, ma non mancano passaggi contestati, come la presenza di Moana Pozzi e di un mostro verde di nome Scrondo. “Matrjoska”, tuttavia, viene bloccato dall’editore di Fininvest Silvio Berlusconi in seguito alle proteste di Comunione e Liberazione. Dalle ceneri del programma Antonio Ricci inventa, non a caso, “L’araba fenice”, trasmissione che ricalca quasi completamente “Matrjoska”, e la cui sigla è un coro di CL suonato al contrario. Al 1988 risale anche “Odiens” (finto participio presente di “odiare”, ma anche italianizzazione di “audience”), varietà comico con le Littorine, antesignane delle veline. Ma il 1988 è soprattutto l’anno della nascita di “Striscia la notizia”, destinato a rivoluzionare il piccolo schermo nei decenni seguenti. Si tratta di un telegiornale satirico condotto da due comici (negli anni si susseguiranno, tra gli altri, Ezio Greggio, Gianfranco D’Angelo, Enzo Iacchetti, Gene Gnocchi, Tullio Solenghi, Paolo Villaggio, Franco Neri, Ficarra e Picone), parodie dei mezzibusti dei consueti tg, con inviati, battute, inchieste e un pupazzo rosso di nome Gabibbo. Tra gli scoop che “Striscia” realizza, si ricordano la scoperta, nel 1991, di due navi irachene ancorate a La Spezia, nel porto, durante la Guerra del Golfo, o – nello stesso periodo – la rivelazione che il cronista della CNN inviato in Medio Oriente indossa durante i collegamenti la maschera anti-gas solo per fare scena, in assenza di veri pericoli. Nel frattempo Antonio Ricci ha creato, all’inizio degli anni Novanta, anche “Paperissima”, raccolta di filmati che immortalano cadute, gaffes, disavventure e infortuni verbali di persone comuni e personaggi famosi, da cui nasce anche lo spin-off “Paperissima Sprint”, in onda in estate al posto di “Striscia”. Autore della sit-com “Quei due sopra il varano” (in onda nel 1996 e nel 1997) con protagonisti Lello Arena ed Enzo Iacchetti, Ricci, dopo aver pubblicato il libro “Striscia la tivù” e aver scoperto a “Striscia” i saccheggi compiuti nel corso della Missione Arcobaleno nel campo albanese di Valona (con polemiche internazionali), nel 2002 inventa “Veline”, trasmissione estiva dell’access prime time in cui si effettuano le selezioni per trovare le veline dell’edizione seguente di “Striscia”. Il programma ha anche uno spin-off, “Velone”, in onda per la prima volta nel 2003: si tratta di una parodia dell’originale in cui, viaggiando in tutta Italia, signore sopra i 60 anni si esibiscono sul palco in cerca di qualche minuto di gloria. Sempre in estate, nel 2006, Antonio Ricci propone su Canale 5 un altro show: si tratta di “Cultura moderna”, in cui aspiranti talenti (ventriloqui, attori, acrobati, poeti, eccetera) si esibiscono e vengono valutati da una giuria, prima di provare a risolvere un indovinello misterioso. Intanto “Striscia” continua a collezionare premi, tra Telegatti e Oscar Tv (Premio Regia Televisiva) di volta in volta nelle categorie Grandi Ascolti, Varietà, Top Ten, Miglior Programma. Nel 2007 Antonio Ricci conquista il premio “Forte dei Marmi – satira politica alla carriera”, e viene insignito dell’Ambrogino d’Oro dal Comune di Milano. Dopo aver ricevuto, nel 2008, il Premio La Ginestra e il Premio Nazionale Pannunzio, l’autore di Albenga vince anche l’Arnasca d’Argento e il Premio Nazionale Arycanda nel 2009; nel 2011, invece, prende parte al “Festival dallo Sciamano allo Showman”, ottenendo la “Targa Shomano” 2011.