Filosofia e musica

Da sempre la musica ha ispirato la filosofia e viceversa. Questo stretto rapporto è da ricercarsi nell’essenza stessa del sentimento, vissuto a seconda degli interessi umani come armonia, come sensibilità, come arte. La musica, in fondo, è vibrazione, rivelatrice dell’Assoluto, esercita su di noi un’immediata sensibilità. E’ irripetibile come essenza e non ha niente a che vedere coll’abilità o il tecnicismo. Può persino assumere la valenza di una forza tragica che esprime un’affermazione dionisiaca della vita. Si tende, in questo caso, anche a considerare il senso etimologico della parola musica, da musa; quindi ispirazione anche profetica, come anticipatrice di nuove forme di sensibilità. Non a caso, la musica è il filo conduttore di tutte le arti, dunque il filosofo o la possiede come sua intuizione e la svela a noi o la ricerca come forma di perfezione morale. La filosofia si serve della musica proprio per esprimere il senso della vita e non a caso essa acquista carattere terapeutico, valore motivazionale e funzione riequilibrante tra ragione e sentimento. Questo sottendere dell’una all’altro ci fa intendere come l’uomo ricerchi, attraverso la musica, una perfezione che, sia pur irraggiungibile, è pur sempre ansia di conoscenza.