Filosofia e arte

Ufficialmente i rapporti tra filosofia e arte sono iniziati a metà Settecento, quando Baumgarten inventò l’estetica. In effetti, questo tentativo di capire l’arte, i filosofi l’hanno tentato anche in seguito, con la linguistica, lo strutturalismo, la semiologia, l’ermeneutica. Per la verità, chi proviene dal mondo dell’arte, rimane sempre alquanto insoddisfatto di questi tentativi dei filosofi di capire il mondo dell’arte. Perché? In effetti la parola arte ha conosciuto una tale continua risemantizzazione, che bisognerebbe innanzitutto mettersi d’accordo sul significato di questa parola. Oggi, l’arte non è certo quella dei greci o degli artisti rinascimentali, ma non perché sia cambiato lo stile, ma perché è cambiato tutto, ma proprio tutto. Materiali, tecniche, linguaggi, soggetti, significati, rapporti con la società e tanto altro ancora. Una volta l’arte poteva essere considerata un’attività umana volta alla ricerca della qualità. Oggi non più. L’arte oggi si fonda sul principio della creatività, che è tutta un’altra cosa. Oggi l’arte si modifica in continuazione, soprattutto modifica il significato della parola arte. La filosofia è ricerca di verità, l’arte no, assolutamente. La filosofia cerca di capire e spiegare. L’arte no. Cerca di emozionare, di stupire, anche di far pensare, ma solo per fare domande e non per dare risposte. Cerca di colpire la coscienza, ma non la razionalità delle persone. La filosofia si basa su procedure di pensiero rigorose, così come la matematica e la scienza, perché è alla ricerca della verità. L’arte no, si basa su intuizioni, su invenzioni, su illusioni, sulla sorpresa, sul dolore e sul piacere. Il filosofo e l’artista, soprattutto oggi, sono decisamente agli antipodi. Due modi di vedere la vita. Due modi di pensare: il primo logico, l’altro analogico. Forse non c’è neppure la possibilità di scegliere, perché secondo alcune teorie, tutto dipende dalla laterizzazione del nostro cervello: se prevale l’emisfero destro sei un artista, altrimenti sei un filosofo. Ma è più importante la verità della filosofia o l’illusione dell’arte? La vita, purtroppo, è limitata, e l’unico modo per essere felici è abbandonarsi alle illusioni: soprattutto all’illusione che la morte non esista, altrimenti diventa quasi impossibile vivere. Forse anche credere che una verità esista e sia conoscibile, è solo un’illusione. Nell’arte tutto ciò che è vero è che esiste. L’opera è. Ciò significa che, in un tempo e in un luogo, la vita si è espressa. Nell’avvicinarsi ad un’opera rimane solo questo: l’avvicinarsi alla vita di un uomo, nelle sue coordinate di tempo e di spazio, con tutto il carico di significati che per noi ciò significa, e non perché l’opera abbia un significato, come molti ancora credono. Poi, se come qualcuno ha già detto, la vita non è altro che il sogno di un sogno, la filosofia è come cercare la verità all’interno di una bugia. Forse è meglio vivere la vita con emozione, che cercare di capirla.

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