News

Chiara Saraceno su “La centralità della donna”

La centralità della donna nei diversi ambiti del tessuto familiare, educativo, sociale ed economico è stata oggetto del ricco e significativo intervento di Chiara Saraceno in occasione dell’appuntamento odierno del Festival Filosofico del Sannio, tenutosi presso il Cinema Teatro S. Marco di Benevento.

L’illustre sociologa, già accademica italiana e oggi professore di ricerca presso il Wissenschaftszentrum fur Sozialforschung di Berlino, ha esaminato la funzione poliedrica della donna nella società mondiale e italiana in particolare, sottolineando, come asserisce il titolo della relazione, “la ricchezza invisibile creata dalle donne”.
La Saraceno è partita dall’assunto secondo cui gran parte del lavoro femminile è destinato a non avere visibilità e adeguato riconoscimento a causa del suo carattere di gratuità, finalizzato alla famiglia e prodotto per la famiglia in termini di cura, relazione e attività domestiche. Tenendo fede alla sua vocazione di studi, incentrati sulla condizione femminile, sul sistema del welfare e sulle dinamiche politiche nel contrasto alla povertà e alla differenza tra i sessi, la Saraceno ha condotto un’ampia disamina sulla condizione della donna oggi in Italia, da cui numerosi sono i punti critici emersi. In primo luogo, è fondamentale sottolineare il profondo disagio vissuto dalla donna nel contesto lavorativo, ove raramente trova adeguate occupazioni, in particolare nel Sud Italia; e lì ove questo accade – sottolinea l’accademica – il suo ruolo è spesso inferiore ai pari maschili.
Un gap sempre più netto sembra, ad oggi, delinearsi tra il Nord e il Sud del nostro paese proprio a causa della diversa condizione lavorativa: ad una figura femminile sostanzialmente impegnata nel contesto produttivo e maggiormente appagata sul piano emotivo e relazionale nel Nord Italia, si oppone una dimensione dell’universo femminile molto più critica al Sud, dove le scarse opportunità lavorative stanno determinando ricadute sul contesto familiare gradualmente sempre più gravose. Ne è prova un’inversione di tendenza della natalità: all’immagine tradizionale di un Sud prolifico si sta oggi sostituendo la dura realtà di un forte decremento delle natalità nelle regioni abitualmente più popolose del Meridione (Campania, Calabria e Sicilia) a fronte di un incremento delle nascite al Nord, al netto del contributo fornito dai dati dell’immigrazione.
Una donna che lavora e con un tasso adeguato di istruzione ha, sostanzialmente, più possibilità di condurre una vita appagata e di fornire un contributo significativo, in termini educativi e di stimoli culturali, ai propri figli. Ma quale strada occorre seguire per garantire una maggior giustizia sociale alla donna, tanto preziosa nell’economia “invisibile” della famiglia quanto esclusa nella “visibilità” sociale?

La Saraceno sembra trovare la giusta strategia nella lotta femminile al “monopolio blu”, espressione con cui contrasta il principio delle “quote rose” rivendicando per la donna un pari ruolo rispetto agli uomini e un adeguato riconoscimento delle proprie competenze. Le parole della Saraceno, profondamente apprezzate dall’ampia platea di studenti, hanno trovato adeguato riscontro nei contributi artistici forniti dalle giovani danzatrici del corpo di ballo di Carmen Castiello e nell’originale allestimento di una scenografia animata messa in atto dagli studenti del liceo artistico Virgilio: gallerie di donne anonime o di gran fama (Madre Teresa di Calcutta, Frida Kahlo, Nilde Iotti o Alda Merini) che hanno contribuito, in maniera profonda e nella diversità delle proprie azioni quotidiane, a modificare la società italiana e mondiale.